Elezioni a San Giustino: Fabio Buschi ufficializza la sua candidatura a sindaco

Venerdì scorso la presentazione di fronte ad un nutrito pubblico: “Un progetto civico, moderato ed europeista”

Lo avevamo anticipato e ora lo ribadiamo con maggior forza: quest’anno a San Giustino ne vedremo delle belle in vista delle elezioni comunali dell’8 e 9 giugno prossimi. Dopo Stefano Veschi, che si è presentato ufficialmente il 13 gennaio con il suo movimento che aveva comunque già organizzato diverse iniziative, venerdì 23 febbraio a calare la carta è stato Fabio Buschi, l’ex sindaco che a distanza dieci anni esatti ci riprova alla testa di un movimento (il nome è ovviamente anche quello della lista a supporto) chiamato “Communitas San Giustino”. Oltre 150 persone – compaesani lamarini in particolare, ma anche della vicina Selci e del capoluogo – hanno sfidato il maltempo per non perdersi la presentazione della candidatura al Green.

“Il Comune che accoglie, il Comune che guida” sono gli slogan aggiunti al logo della lista. “Noi non siamo stati contenti di quanto ha prodotto l’amministrazione uscente – ha esordito Buschi – e su questo dato abbiamo costruito e stiamo costruendo un’alternativa di discontinuità, perché crediamo che vi siano diversi aspetti da rivedere, a cominciare dal rapporto con i cittadini per poi proseguire con i ritardi di un piano regolatore in un territorio come il nostro, nel quale insistono le migliori aziende della vallata. Non vorremmo quindi che si perdesse una grossa occasione”.

La lista è civica, anche se “pesca” soprattutto nell’area di centro, tentando di raccogliere la parte moderata di centrodestra e centrosinistra. “Non nego che sia una lista di “area” – puntualizza Buschi – ma imperniata su civismo, pragmatismo e concretezza. Le frange estreme non servono: siamo lontani dal populismo e da questo modo di fare politica. Al moderatismo aggiungo poi un’altra prerogativa: europeismo. Molte persone, in questo periodo, mi hanno incoraggiato ad andare avanti e quindi sono più convinto che mai”.

I punti forti del programma elettorale fanno leva sulle questioni che Buschi solleva dal giorno in cui ha deciso di scendere in campo: il piano regolatore sul quale non è stato messo mano, il potenziamento della pianta organica del Comune e la revisione del sistema degli investimenti, da calibrare meglio – a suo giudizio – sui fabbisogni del territorio. “Inizio un percorso di centro, dopo essere stato con il centrosinistra e con il Pd perché, torno a ripeterlo – dice Buschi – sono rimasto deluso dall’ultima esperienza legislativa. Avrei dovuto essere io, nel 2013, a redigere il piano regolatore, come da più parti mi invitavano a fare e dopo dieci anni siamo ancora a zero. In Comune, i dipendenti fanno il loro dovere; anzi, fanno più del loro dovere ma dappertutto non arrivano, perché c’è scarsità di personale. E poi, la parola “partecipazione” è sparita da vocabolario della pubblica amministrazione: decidono in pochi e male”.

La serata di presentazione al Green
La serata di presentazione al Green

E la lista dei candidati consiglieri? “E’ quasi pronta: solo qualche ritocco – ha precisato Buschi – per una squadra che rappresenta uno spaccato della società sangiustinese con punte di eccellenza: gente che proviene dal mondo della scuola e da un significativo percorso professionale, senza etichette politiche particolari”. Fra queste, spicca il nome di Lucia Vitali, la candidata sindaco del 2019 nella sfida con Paolo Fratini, anche se artefice dell’intero progetto è stata Cristina Citernesi, coordinatrice dei “renziani” locali. Fra i consulenti, vi sono due persone molto conosciute nell’ambito della musica e dello sport: il maestro Fabio Battistelli, originario di Selci ma residente a Città di Castello e l’altro tifernate Fausto Polidori, allenatore di pallavolo dai trascorsi anche con le Nazionali giovanili. Questi, dunque, i contenuti dell’incontro di venerdì.

Attendiamo adesso la mossa di Corrado Belloni, il candidato sindaco che si è dichiarato tale per primo (è passato quasi un anno dal suo annuncio) e che è rimasto l’unico a non essere ancora pubblicamente uscito, né ha anticipato qualcosa su iniziative, programmi e lista, limitandosi a ripetere che dalla sua parte ha un centrodestra compatto, per quanto sarebbero in pochi coloro che ci credono. Due candidati di Lama e uno di San Giustino capoluogo: nessuna pretesa di fare pronostici o sondaggi sull’esito delle consultazioni; mancano ancora poco più di cento giorni all’appuntamento con le urne e una settantina alla scadenza di presentazione delle liste: un lasso di tempo breve e allo stesso ancora lungo, viste le dinamiche della politica.

L’unico parere che ci sentiamo di esprimere è più che mai una sensazione: ci potremmo trovare di fronte a tre blocchi (quelli appunto a sostegno dei candidati sindaci) sostanzialmente omogenei, nel senso che le differenze finali rischiano di essere alquanto contenute. Poi i fatti potrebbero smentirci: in fondo, il successo dell’uno o dell’altro non dipende necessariamente dal numero di persone intervenute alla presentazione o dalla capacità del singolo di alzare di più la voce o di rendersi più visibile con dichiarazioni a effetto. Certa è una cosa: la sfida è più aperta che mai e sarà interessante verificare la percentuale degli elettori che si recherà a votare per capire se anche a San Giustino il cittadino vuol continuare ad avere fiducia nella politica.

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