Belloni, Veschi e l’incognita Buschi: la situazione a San Giustino in vista delle elezioni

Lo scenario politico in attesa della chiamata alle urne dell’8 e 9 giugno

Anche il centrosinistra di San Giustino ha calato la sua carta in vista delle elezioni comunali che, come oramai reso noto, si terranno in coincidenza con le europee l’8 e il 9 giugno prossimi. L’unica differenza è che si voterà di sabato e domenica, invece che di domenica e lunedì, ma è un puro dettaglio. La fresca cronaca politica dice che sarà Stefano Veschi il candidato sindaco individuato per la successione a Paolo Fratini, con quest’ultimo che gli ha dato pubblicamente la sua legittimazione.

Ricordiamo che Veschi è stato vice dello stesso Fratini dal 2014 al 2019 e che nel decennio precedente, dal 2004 al 2009 (gustosa curiosità), è stato assessore nella giunta guidata da quel Fabio Buschi – amico e compaesano di Lama – che ora si ritroverà come avversario. Prima di entrare nello specifico, una premessa diventa doverosa: mai prima di quest’anno, le elezioni comunali a San Giustino erano state accompagnate da tanto interesse, se si pensa che le candidature a sindaco sono partite in largo anticipo rispetto al passato. Una consultazione molto sentita, quindi.

In secondo luogo – e questo è l’aspetto politicamente più interessante – saranno elezioni meno “polarizzate”, come accade quando si trasformano in una sfida secca fra due candidati. Stavolta, a meno di sorprese dell’ultima ora, i candidati dovrebbero essere tre, ovvero due più collocati in una specifica area e il terzo inquadrabile in un ambito civico. Quest’ultimo sarà il terzo incomodo, ovvero la figura capace di scardinare gli equilibri e magari anche di generare (più o meno involontariamente) uno storico ribaltone politico nel Comune di quasi 11mila abitanti posto fra Città di Castello e Sansepolcro? Cerchiamo quindi di analizzare nella maniera più dettagliata possibile quella che è la situazione a oggi.

La candidatura di Belloni

Andando per ordine cronologico, la prima candidatura avanzata è stata quella di Corrado Belloni, esponente della Lega e del centrodestra, che siede da più legislature in consiglio comunale. Da diversi mesi, a caldeggiare il suo nome è il consigliere regionale del “Carroccio” Valerio Mancini, assieme alla collega Manuela Puletti, consigliera espressione del territorio altotiberino. È anche sotto la loro spinta che Belloni è uscito allo scoperto, forte per giunta di quanto avvenuto nel 2019: aveva compiuto un passo indietro in favore di Lucia Vitali, poi il risultato elettorale aveva dato netta ragione a Paolo Fratini. Per tutta una serie di motivi, quindi, Belloni ha ritenuto di aver maturato una sorta di “diritto” alla candidatura, il che in politica non è automatico, tanto più che cinque anni fa la Lega era la “locomotiva” del centrodestra e che ora questo ruolo è passato a Fratelli d’Italia. Belloni è convinto (stando almeno alle sue parole) di avere dalla sua un centrodestra compatto e lo ha ribadito più volte a scanso di equivoci; probabilmente, all’interno dello stesso schieramento politico non vi saranno riserve sul suo nome, anche se – a detta di alcuni – non avrebbe compiuto quei passaggi formali, che poi sono sostanziali, con gli alleati per avere l’ok da parte di tutti. Per meglio dirla, Corrado Belloni non sarebbe la figura unificante al 100%.

L’incognita Buschi

E siamo al secondo aspirante, nuovo e vecchio al tempo stesso, perché Fabio Buschi è già stato primo cittadino dal 2004 al 2014. Verso fine estate 2023, come un fulmine a ciel sereno, ecco la sua uscita decisa, con una motivazione altrettanto decisa: la non condivisione del modus operandi dell’amministrazione in carica, quindi l’esigenza di una discontinuità che – a sua detta – avrebbe riscontrato anche fra i molti cittadini delusi da questo comportamento. Due gli aspetti sui quali Buschi ha puntato il dito: il funzionamento della macchina comunale, ritenuto inefficiente a seguito anche di qualche lamentela a lui pervenuta e il piano regolatore, sul quale non sarebbe stato messo mano. Due punti sui quali si sente forte Buschi, che ha avuto in Lucia Vitali (avversaria diretta di Paolo Fratini nel 2019) la prima illustre seguace. Che questi siano davvero i reali motivi, oppure dietro il ritorno di Buschi – come ha ipotizzato qualcuno – vi sarebbe una qualche forma di acredine politica nei confronti del Pd (il suo partito) e allora lui si sarebbe candidato anche per porsi come elemento di disturbo? La sua candidatura va avanti, anche se sul piano mediatico vive al momento una fase di stallo. Buschi si sente sicuro del fatto suo e del proselitismo che sarebbe stato in grado di creare; presto, la sua investitura diventerà ufficiale a tutti gli effetti.

Veschi per il centrosinistra

Tutti allora erano in attesa di capire cosa avrebbe fatto il centrosinistra, che già nell’aprile del 2023 si era presentato con la nascita del movimento “San Giustino Partecipa”, creato quale superamento (o aggiornamento) di “San Giustino Domani”, l’attuale lista a supporto di Fratini. In questo lasso di tempo, i suoi esponenti hanno lavorato in parallelo con iniziative su temi di primario interesse (sanità e scuola) per poi arrivare alla “fumata bianca” sul candidato sindaco, indicando in Stefano Veschi l’uomo di sintesi, in grado di rappresentare al meglio lo schieramento. La presentazione ufficiale di sabato 13 gennaio meglio non sarebbe potuta andare: Cva troppo piccolo per contenere la cospicua presenza di persone, esponenti di spicco del Pd (l’onorevole Walter Verini, Fernanda Cecchini, alcuni sindaci del comprensorio) e anche i rappresentanti di “Azione”, che è dentro il progetto di “San Giustino Partecipa” e che garantisce per l’area di centro. Saggia anche la scaletta della mattinata, con dapprima la presentazione del percorso fatto finora, dalla nascita del movimento alle iniziative, fino ai tavoli di lavoro tematici. Solo all’ultimo è stato svelato il nome del candidato sindaco Stefano Veschi, anche se non era di certo un mistero: il suo nome aleggiava da tempo ed è lui l’uomo di sintesi fra novità ed esperienza che lo schieramento ha indicato.

Questa dunque la configurazione attuale: resta da capire quale strada prenderanno i “renziani” (con Buschi?) e quanto il movimento dello stesso Buschi sarà in grado di portar via da una parte e dell’altra. Un altro particolare non ci è sfuggito: mentre per ciò che riguarda Veschi, si è partiti da un progetto con una ripartizione dei compiti per argomenti, con la costituzione di tavoli tematici e con alcune iniziative già messe in campo per poi arrivare al candidato sindaco, prediligendo quindi quella partecipazione che contraddistingue anche il motto del movimento, sul conto di Belloni e di Buschi si è operato al contrario: dapprima la definizione del candidato sindaco (che in realtà come queste riveste un peso decisivo, non lo neghiamo), poi qualche anticipazione sui nomi da poter inserire nella lista dei candidati consiglieri, ma poco o nulla sui programmi. E se si vuole catturare l’attenzione degli elettori, occorre soprattutto spiegare loro cosa si ha intenzione di fare; in altre parole, bisogna proporsi ed evitare possibilmente di criticare l’avversario. Fatto salvo che i candidati saranno a questo punto più di due (né però si andrà oltre i tre, ribadiamo al tempo stesso), la campagna elettorale per le comunali 2024 a San Giustino – già in atto da un bel po’ – sarà avvincente come non è mai stata. Anzi, il bello comincia proprio ora.

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